Frantoio Arturo Archibusacci
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I NOSTRI OLI



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Rispettiamo l'Ambiente e la Natura, riponiamo sempre gli imballaggi usati quali:
Vetro, Lattine, Cartoni e Plastica nei cassonetti dedicati, in modo tale da poterli reciclare.
Così facendo si combatte l'inquinamento ed i nostri figli ci ringrazieranno così come l'ambiente.

 

I nostri oliveti

L’albero

L’olivo è una pianta sempreverde. Ha bisogno di molte cure, ma soprattutto di sole e di luce, di temperature medio alte d’estate e relativamente fredde d’inverno (muore a –11°C, ma gli esemplari giovani non sopportano una temperatura di –7°C) e di un terreno possibilmente vulcanico; ma si adatta ad altri tipi di terreno; tollera la siccità, ma non i ristagni d’acqua. E’ molto longeva.
In Grecia si può avere una densità di 120 ulivi per ettaro; in Galilea 100; in Spagna 90; in Italia 85; in Libia e in Tunisia appena 30. Una pianta produce – secondo gli agronomi – da 8 a 30 Kg. di olive, ma si sbagliano: infatti in Maremma ne produce molti di più. Io stesso ho visto una pianta produrre 5 quintali di olive, in località Santa Lucia (fra Cellere e Canino): ero presente alla raccolta e alla pesa. Una pianta dell’oliveto del Sor Masino Alessandri, presso Canino, ha battuto il record ‘’caninese’’ di produzione: 7 Q.
A Pitigliano, l’albero chiamato con nome proprio l’Olivone, ha prodotto ben 8 Q: record assoluto!

Catone il Vecchio e Columella, agronomi romani del II-I sec. a.C., descrivono il metodo di coltivazione, basato nell’innesto di rami e polloni su piante della varietà selvatica notoriamente fruttuose. Un prodotto abbondante avviene ogni due anni (un anno di carica e uno di scarica); ma non è la regola.
Varrone prescrive di batteri i rami delle piante con frasche e non con bastoni; gli Etruschi, invece (ahimè!), proprio con questi, raccogliendo poi le olive in terra. Ma l’olio migliore veniva ottenuto con olive raccolte a mano, senza battitura.
Nella Bibbia si trova scritto e si raccomanda che le olive ‘’raccolte’’ con lavoro proprio appartengano al proprietario del fondo; quelle rimaste sull’albero siano lasciate a disposizione degli uccelli e degli stranieri di passaggio.
E così avveniva a Canino: chiunque aveva il diritto a farsi l’olio, anche i più poveri; frotte di povere donne si recavano negli uliveti a raccogliere le olive stradate dal vento o cadute in terra e non raccolte dal proprietario. Chiunque. Un goccio d’olio non si nega a nessuno. Ed era un uso bello, piacevole, amichevole. – Io stesso ricordo con rimpianto la mia povera nonna che andava a ‘’raccapezzare’’ le olive dimenticate in terra; e mi legava ai fianchi una bisaccetta di panno grezzo, in modo che anch’io, fanciullo, potessi contribuire alla raccolta dell’olio per casa. Bei tempi! –

Francesco Menghini

 

“Il Vecchio Olivo della Chiusaccia”

L’olivo della Chiusaccia, familiarmente
Chiamato ‘’l’olivo de le chiacchiere”.
E’ un grande olivo plurisecolare che si
trova, insieme a molti altri, nell’oliveto
“La Chiusaccia” di Canino, uno dei tenimenti
della famiglia Archibusacci.
I rami maestosi, che si protendono fino
a toccar terra, lo hanno reso quasi un salotto di campagna,
un luogo di sosta, di merenda, di pranzi, di pausa dal lavoro
e …………di chiacchiere.
E’ stato per anni il ritrovo dei potatori nei mesi di Marzo e Aprile
e di coglitori nei mesi di Novembre e Dicembre.
Potatori e Coglitori che per anni sono stati sempre gli stessi.
Persone rimaste a noi sempre care.

Canino, 23 aprile 2012

 

Oliveto della “Banditella"

Le nostre aziende agricole si estendono per circa 80 ettari ubicati una parte nel territorio del comune di Canino (Alto Lazio) ed un’altra parte, circa la metà, nel territorio del comune di Manciano (Toscana), comune confinante con quello di Canino.
I nostri oliveti si possono classificare in due categorie:
Una prima, quella degli oliveti storici e secolari, con sesto di impianto più ampio e con una ed unica varietà di piante, solo ed esclusivamente Caninese o Canino;
Una seconda, quella degli oliveti moderni, con sesto di impianto diverso dai primi e con altre tipologie di piante, le cosiddette varietà toscane quali il Frantoio, il Leccino, il Maurino ed il Pendolino in proporzione variabile tra loro, comunque tutte idonee, come da disciplinare della Comunità Europea che regola tale denominazione, alla produzione dell’olio DOP CANINO; oliveti iscritti all’albo per tale produzione e coltivati in regime di agricoltura biologica.
Gli oliveti storici sono tutti ubicati in Canino.

‘’LA CHIUSACCIA’’, a ridosso del nostro frantoio, dove esistono piante plurisecolari compreso l’Olivo delle Chiacchiere.
‘’LE MOSSE’’, a meno di un chilometro di distanza dal primo, segue lo stesso schema agronomico.

In entrambi gli oliveti sono a dimora da oltre trecento anni circa 1.600 piante.Dalle olive raccolte in questi tenimenti otteniamo l’olio monovarietale DOP CANINO da sole olive caninesi da noi denominato ‘’PRINCIPE DI CANINO’’.Gli altri oliveti, quelli ‘’moderni’’, sono ubicati in parte nel comune di Canino e riservati alla produzione dell’olio DOP CANINO, tenimenti denominati ‘’Banditella’’, ‘’Tomba’’, ‘’San Pierrotto’’, ‘’Macchia dei Buoi’’ e ‘’Cavalupo’’.L’altro grande oliveto è ubicato nel comune di Manciano in Toscana; tenimento denominato ‘’Montaùto’’, con oltre 7.000 piante messe a dimora nel 1998 e atto alla produzione dell’olio IGP TOSCANO, olio da noi prodotto e commercializzato con i nostri marchi ‘’Terre di Manciano’’ o ‘’Rocca di Montaùto’’ entrambi a denominazione IGP Toscano.Nello stesso oliveto vengono raccolte le olive per la produzione dei monovarietali denominati ‘’ARTURO’’ e sottotitolati, a seconda della varietà che rappresentano, come ‘’Maurino’’, ‘’Leccino’’, ‘’Frantoio’’ e ‘’Moraiolo’’.

Oliveto della “Banditella"


Nei tenimenti con nuovi impianti nei vari anni sono state messe a dimora circa 9.000 piante di olivo oltre a quelle già preesistenti e ad oggi tutte in produzione, terreni coltivati in regime di ‘’AGRICOLTURA BIOLOGICA’’ certificati dalla Bioagricert ed inoltre iscritti sia all’albo della Denominazione di Origine Protetta per la produzione dell’olio DOP CANINO, che a quello dell’Indicazione Geografica Protetta per l’IGP TOSCANO.

 




 

 

 

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